Peppe il Re di Bari
Lettere dal Fronte
Roma, 3 ottobre 2024
Cara Madre, ti scrivo dal fronte, qui crepitano i colpi dei tappi di spumante ed io non dormo ormai da troppo tempo.
Da quando il tenente Matteo se ne è andato, tutti contano su di me, ma io sono rimasto quasi solo, mi fanno compagnia un manipolo di soldatesse che io stesso ho addestrato alla battaglia; Giulia: indomabile lavoratrice, affidabile e forte. Chiara, dicono che non sorrida mai, ma gli occhi smentiscono, un valido supporto logistico mentre in sala imperversa la furia del sabato sera. Costanza, la scheggia impazzita rimbalza nervosa come una pallina da flipper fuori controllo. Laura, l'occhio cui nulla sfugge dirige truppe e nemici dietro ed oltre la trincea dei tavoli. Cara Madre qui i nemici sono tutte alte e bionde, nella vertigine del sonno a volte le sogno correre in lingerie tra i tavoli.
Nelle retrovie della fureria un vecchio pazzo racconta storie inventate e atti di eroismo prossimi al ridicolo, parla sempre e lavora molto.
Cara Madre, ora che anche lei mi ha lasciato, le mie giornate passano inesorabili in attesa del tappo che mi colpirà.
Come sai conto di tornare presto a casa, ma non prima di aver raccolto gli onori che ti renderanno fiera di me, ho promesso a te e Padre che tornerò solo quando potrò finalmente aprire il mio ristorante che chiamerò: “Da Peppe se pappa”, in onore del nonno, che come ripeteva sempre: “Non de fermànne mà a la prima tavèrne” (Traduzione non disponibile nella tua lingua). Adesso ti saluto che il dovere mi chiama, sento rumor di stoviglie ed echi di comande, saluta Padre per me, vi scriverò presto. Un bacio, Peppe.
Roma, 13 ottobre 2024
Cara Madre, eccomi a voi con notizie non propriamente buone, sono stato colpito da un piatto vagante, e una microfrattura all'alluce si unì alla ginocchiata precedente, i dottori mi misero in licenza straordinaria per giorni 40, così vi scrivo dal mio letto di dolore confortato solo dal vostro ricordo e della bella terra mia, ma non mi abbatto, reagirò fiero e superbo perché come mi chiamasti tu, io sono il “Re di Bari” e nulla mi fermerà.
I colleghi sono buoni, mi portano generi di conforto e tra una patatina fritta e un cremoso al cioccolato, le mie giornate scorrono lente mentre in sala si odono urla di festa e grida di gioia, temo però che le due comandanti in seconda Chiara e Laura stiano tramando per un colpo di stato ai miei danni, supportate dalle perfide milizie Malesi.
A breve vi aggiornerò, aspetto presto vostre notizie, saluta Padre per me. Un bacio, Peppe.
Roma, 16 ottobre 2024
Caro Peppe, leggiamo con rammarico delle tue disavventure, e ci auguriamo tutti di sentire presto della tua avvenuta guarigione e del recupero del pieno potere sulle tue truppe.
Ti reco alcune notizie che ti obbligheranno a rivedere alcuni progetti, tua sorella Addolorata Catafratta ha saputo che il famigerato Boss di Lecce Giuseppe Rovinoso ha da poco aperto un ristorante nel quartiere Japigia come copertura allo spaccio di droga, e purtroppo l'ha chiamato “Da Peppe se pippa”.
Pertanto tutti noi riteniamo opportuno modificare il nome del futuro tuo ristorante; sempre soréta suggerisce: Ristorante di pesce “So Cozze tuoie”.
Figlio sii forte e non lasciarti abbattere, perché tu sei il mio Re di Bari, padre ti saluta e ti aspetta col polpo fresco.
Roma, 28 novembre 2024
Cara Madre, lo spirito è forte e il morale alto, sono tornato al mio posto di comando e tutte le regole sono state ripristinate, l'allarme golpe è rientrato e le subalterne ora marciano al passo, tutto va bene, persino la marmaglia Malese è domata, solo il vecchio pazzo non tace e delira in fureria, temo per la sua salute e per i nostri calici.
Apprendo con sdegno dell'infamia del Boss, ma non lasceremo al leccese il diritto di defraudarci, per cui ritorno a suggerire la variante “La pappa di Peppe”, fatemi avere vostre notizie prima del mio ritorno, vado ad affrontar torme di bionde svampite e digiunanti, saluta Padre per me. Un bacio, Peppe.
Roma, 1 dicembre 2024
Caro Peppe, l'inverno si avvicina anche da noi, la vita è tranquilla e l'unico nostro pensiero è rivolto a te figliuolo lontano, preoccupati che tu mangi a sufficienza e non abbia troppo a patire.
Purtroppo, sebbene a noi tutti piaccia il tuo suggerimento per il nome, mi duole informarti che sempre l'infame Boss ha aperto nello stesso quartiere un Sexy Shop di copertura per il racket della prostituzione che ha chiamato: “La pippa di Peppe”, e questo mette la pietra tombale su questa cacofonia di nomi insulsi, quindi ti suggeriamo di rivedere per ora i tuoi piani di impresa lasciando che i tempi e i Carabinieri facciano il loro corso.
Roma, 15 dicembre 2024
Cara Madre, il Natale è alle porte e quando la tregua sarà effettiva e anche le legioni bionde abbandoneranno la trincea, potremo lasciare il fronte e tornare ognuno alle proprie famiglie. Saldo nei miei propositi e in attesa del naturale corso degli eventi, vi annuncio il mio imminente ritorno a casa, a presto, saluta il polpo per me. Un bacio, Peppe.