Ero io
E' cosa risaputa che non è concesso essere presenti al proprio funerale.
Ma non per lei.
Lei era lì, tra le altre persone sedute sulle panche della chiesa, e mentre il prete continuava ad elencarne pregi e virtù, lei si aggirava tra loro, osservandone il dolore, a volte sfiorandoli con una mano, ondeggiando si diresse verso il feretro ancora aperto dopo la veglia in camera ardente, mi parve strano che vedendosi morta nella bara, non ebbe la benché minima reazione.
S voltò e riprese il suo girovagare tra la gente, la vidi svoltare verso di me e iniziai ad essere a disagio, finora ero riuscito a trattenere il terrore e la voglia di urlare, ma vederla avvicinarsi mi procurava una paura incontrollata. Era a pochi passi, era di fronte a me, si chinò leggermente posandomi una mano sulla spalla.
“Sergio non ti preoccupare, stai benissimo nella bara, non sembri neanche morto”.
Poi svanì così come era apparsa, svanirono anche tutte le altre persone, la chiesa e tutto il resto.