Era il suo
Ho sempre avuto problemi con i sogni, faccio fatica a volte a distinguere la realtà dal sogno.
Invidio chi entra ed esce dai sogni senza problemi.
Nell'ultimo sogno che ho fatto ero con Marta sulle rive del lago, i piedi a mollo nell'acqua, le canne da pesca pigramente galleggiati sul pelo dell'acqua a poca distanza.
Lei non amava molto la pesca, ma era stata gentile ad accompagnarmi, ma per noia, aveva iniziato a parlare ed erano più di due ore ormai che parlava ininterrottamente, la sua voce mi cullava nel sonno ma per ascoltarla mi ero distratto e non avevo sentito la lenza strattonare, qualcosa aveva abboccato. Mi affrettai a recuperare la lenza con il mulinello che si era fatto pesante cominciai il carosello di tira e molla per portare il pesce a riva. Marta continuava a parlare senza sosta; non saprei neanche dire di cosa stesse parlando. Finalmente riuscimmo a trascinare il pesce a riva, era grande per essere un pesce di lago. L'amo si era conficcato profondamente in gola, per estrarlo dovetti usare il coltello, lavorai diversi minuti ed il pesce riversò una quantità enorme di sangue, sporcandomi mani e braccia, avevo le maniche della felpa intrise fino al gomito.
Finalmente non lo sentii più dimenarsi così smisi e mi guardai attorno, iniziava un tramonto bellissimo. Mi abbassai per recuperare il pesce, ma non c'era più e anche Marta era sparita, mi guardai attorno sorpreso domandandomi di chi fosse tutto quel sangue, ero solo e c'era silenzio un meraviglioso assoluto silenzio.