Oggi è una bellissima giornata di sole, fredda e ventosa, sono andato al parco a passeggiare da solo, ma sarebbe stata la giornata ideale per passeggiare sulla spiaggia sottobraccio per tenersi al caldo, parlarsi sottovoce e lasciarsi scapigliare respirando iodio e profumo di mare.
Una ragazza parla al telefono schiacciando una foglia secca con la punta del piede, ha un'aria assorta e preoccupata, non saprò mai il perché ma immagino all'altro capo del telefono un ragazzo, in un altrove che non conosciamo, che obietta alle parole di lei giustificandosi banalmente, perché se avesse anche lui questo sole, questo vento e questo freddo, vedrebbe le lentiggini di lei, il suo mascara a disegnarle gli occhi, i suoi capelli lunghi e neri che danzano liberi, il suo piccolo piede che cerca di uccidere una foglia secca con movimenti rotatori e costanti, e se vedesse questo non avrebbe più nulla da obiettare o giustificarsi.
Ma non è qui, qui ci sono io e da padre (che non sono) vorrei solo dirle, non ti preoccupare ci sarà ancora sole, vento e freddo abbastanza da lasciarsi abbracciare e cullarsi l'una nelle braccia dell'altro.
Non c'è spiaggia per me oggi, né profumo di mare, nessuno da tenere al caldo, neanche capelli da scapigliare.
Il mio cane che ora non è qui con me, è vecchio ed inizia ad esser stanco di lunghe passeggiate, un po' sordo, cammina lento e mi guarda meno di ieri.
Io e lui siamo sempre soli in due, ma assieme da tanto tempo.
Oggi è una bellissima giornata di sole, fredda e ventosa, e lo è ancora malgrado tutto.
Al parco oggi solo ricordi, colori e luce di anni passati, risate di amici e odore di resina e letame, prospettive di un futuro più vicino di quanto sembrasse, in lontananza forse neve, forse caligine, forse miopia.
Abbastanza freddo da immaginare caminetti e calici di vino rosso, cani acciambellati vicino al fuoco, castagne sotto la brace e vestiti di campagna umidi ad asciugare sulla stufa. Guance ed orecchie rosse, mani intorpidite, ma non è ancora Natale è solo l'attesa di un Natale che non è più quello dei bambini e delle famiglie riunite.
Al mare invece, dove una parte di me avrebbe voluto essere, ma non è, il mare è calmo ma inizia ora ad agitarsi, fra poco sarà scuro e la linea dell'orizzonte è viola mentre aspetta che scenda il sole per accendersi di rosso.
Il vento persiste ed anche qui guance ed orecchie rosse, occhi umidi sarà il vento, la sabbia o la nostalgia di quando salsedine e sole restavano attaccati sulla pelle e nel colore dei capelli che iniziavano a fiammeggiare nel tramonto e davanti ai falò, le guance erano rosse di vino e la voce spezzata dal canto, accesi come torce brillavamo simili a divinità nella notte e tutto era possibile, tutto era probabile, ogni cosa era già scritta, mancavamo solo noi e le nostre scelte, giuste o sbagliate che fossero.
E' il tempo che galoppa veloce come un puledro libero su questa spiaggia, sfiora l'acqua e si ritrae, volteggia e torna al galoppo, scarta ombre ed ostacoli immaginari, come ognuno di noi sarà costretto a fare nella propria vita, dal momento in cui si renderà conto di non essere né una divinità né un puledro.
Oggi è una bellissima giornata di sole, fredda e ventosa, ma sta finendo e io torno dove i ricordi sbiadiscono.