Perché invidio chi si ama davvero.
Guardarsi negli occhi - da vicino - poter studiare tutte le meravigliose sfumature di colore dell'iride, la pupilla che si muove cambiando dimensione in base all'emozione del momento, una vertigine da seguire facendoti seguire a tua volta. Consapevoli di essere guardati con la stessa intensità ed emozione. E ritrovarsi quegli occhi e quei colori sempre in fondo alla mente, per riguardarli mille e mille volte ancora, quando ne senti nostalgia.
Parlarsi - da vicino - respirarsi quasi, e assaporarne il gusto che già si conosce e ti sorprende come non ti dia fastidio il suo odore e come ti sembri il miglior profumo del mondo. Abbassare la voce fino quasi a tacere e capire tutto attraverso il movimento delle labbra, le piccole increspature delle o, la lingua tra i denti o sul palato, lo schiocco delle p e il sibilo delle s, un dialogo muto osservando le labbra che vorresti baciare ma ti trattieni per non interromperla aspettando e sperando che finisca presto, ma ti bacia prima lei, perché ha capito.
La pelle - da vicino - elettrica, un contatto che accende interruttori invisibili, la lotta per tentare di spegnerli nel momento inopportuno, la piccola scossa quando le prendi le mani nelle tue e l'energia fluisce tra i corpi come conduttori in rame, i piccoli brividi dietro la nuca, dove la pelle è più sensibile,
L'odore della pelle che per chi si ama davvero sarà sempre profumo, più intenso d'estate, quando lo cerchi negli angoli più remoti del corpo, più lieve d'inverno quando il freddo lo stempera con quello del tessuto.
Il profumo che tra mille anni, quando sarai solo il ricordo di un essere umano, in una stalla piena di animali e letame, riconoscerai tra mille e ti investirà come un uragano, riportandoti in vita.
Il sesso - da vicino - quando non esistono più i corpi ma uno solo, sincronizzato all'unisono, uniti disperatamente, quando l'universo scompare, e non esiste forza, marea, tempesta solare o terremoto che potrà dividervi, disposti a morire schiacciati o dissolvervi in particelle, certi che un giorno potrete riunirvi come atomi coscienti e consapevoli.
Il piacere che diventa feroce e cannibale, mai sazio, che si estende oltre il tempo e lo porti con te come fosse un frutto maturo cui dare un morso e ricordarne il sapore ogni volta che vuoi.
Il sesso - da vicino - che racchiude tutto il resto; gli occhi per guardare, la voce per sussurrare o gridare, il profumo da assaporare, la pelle da toccare per bruciarsi, e infine il sapore della linfa vitale di entrambi che può creare nuova vita, nel valzer infinito della natura.
E questo è quello che invidio a chi si ama davvero.
E se non l'hai ma provato allora non hai ma amato davvero.